Comunicato Stampa

VENETO EST, INDUSTRIA: LA PRODUZIONE ACCELERA NEL SECONDO TRIMESTRE 2026, +3,2% NONOSTANTE LE TENSIONI. CARRON, «DA PROSSIMA MANOVRA E UE, Più CORAGGIO SU ENERGIA, PRODUTTIVITà E BUROCRAZIA»

Comunicato Stampa

Tra aprile e giugno nuovo incremento dell’attività su base annua, più intenso rispetto a inizio anno (+0,8%).
Scorte ed export più vivace delle attese (+5,0%) sostengono la crescita. Ordini in più contenuto aumento.
Incertezza e timori di nuovi rialzi influenzano il clima di fiducia. Investimenti stabili per sei aziende su 10

VENETO EST, INDUSTRIA: LA PRODUZIONE ACCELERA NEL SECONDO TRIMESTRE 2026, +3,2% NONOSTANTE LE TENSIONI.

CARRON, «DA PROSSIMA MANOVRA E UE, Più CORAGGIO SU ENERGIA, PRODUTTIVITà E BUROCRAZIA»

La Presidente di Confindustria Veneto Est: «Il sistema produttivo mostra una tenuta tutt’altro che scontata. Ma i forti rincari incidono su margini e liquidità per le bollette. Il tempo della cautela è finito: agire ora con urgenza in Italia e in Europa per tornare a crescere del 2% l’anno. No a campagna elettorale permanente»

(Padova-Treviso-Venezia-Rovigo – 05.08.2026) – L’attività manifatturiera nel Veneto orientale accelera, pur in un contesto globale di grande incertezza. Ma gli impatti della nuova escalation militare in Iran con i rincari di petrolio e gas, si allungano ora sulle prospettive di crescita. Nel secondo trimestre 2026, la produzione registra un incremento del +3,2% su base annua (dopo il +0,8% del primo trimestre), più marcato per le medio-grandi imprese (+3,5) e le altre attività manifatturiere (+4,0%), sostenuto dall’accumulo precauzionale di scorte e da un export più vivace delle attese (+5,0%). Nel semestre la variazione tendenziale è del +2,0%. L’impatto della guerra e dei rincari di beni energetici e non, incide sulle attese di produzione, stabili tra luglio e dicembre per il 67,6% delle aziende, in aumento per il 18,2% (dal 16,5). Sono i principali risultati dell’indagine La Congiuntura dell’Industria del Veneto Orientale (consuntivo secondo trimestre 2026 – previsioni luglio-dicembre 2026) condotta da Confindustria Veneto Est, in collaborazione con Fondazione Nord Est, su un campione di 763 aziende manifatturiere e dei servizi delle province di Padova, Treviso, Venezia e Rovigo.

Migliora il fatturato dell’industria nel secondo trimestre, condizionato da un nuovo aumento dei prezzi alla produzione, con un buon contributo di entrambe le componenti: +4,8% il fatturato nazionale, +5,0% il fatturato estero, sintesi di una crescita sia per i mercati Ue (+5,1%) sia per quelli extra Ue (+5,0). Gli ordini registrano un più contenuto aumento tendenziale dello 0,7%. Pressoché stazionaria, ma in segno positivo l’occupazione (+0,1%). La ripresa delle ostilità nel Golfo infiamma i prezzi delle materie prime, energetiche e non: più che raddoppia sino al 65% rispetto allo stesso periodo del 2025 (32,1%), con punte del 68,9% nelle piccole imprese, la quota di chi le rileva in ulteriore aumento tra aprile-giugno. L’inflazione rimane alta, sono saliti i tassi di interesse che freneranno il credito: costo del denaro in aumento per il 21,0% delle imprese (dal 13,6% del primo trimestre), a fronte del 75,7 che lo rileva stabile. Liquidità aziendale tesa per il 13,1%.

Il clima di fiducia delle imprese resta influenzato dall’elevata incertezza internazionale: l’evoluzione delle tensioni geopolitiche e dei prezzi, che hanno già inciso su margini, consumi e investimenti, i timori di nuovi rincari di energia e altri fattori produttivi. Le previsioni per luglio-dicembre sono orientate in prevalenza per il mantenimento dei livelli produttivi: il 18,2% delle imprese prevede un aumento, il 14,2% una diminuzione, a fronte del 67,6% che propende per la stabilità. Le attese sull’andamento degli ordini interni sono in calo per il 26,5%, stabili per il 58,7%. Segnali contrastanti sulla domanda estera, in calo per il 21,7%, stabile per il 58,1% ma in crescita per il 20,1% (il 28,7 nelle medio-grandi). Il 38,7% prevede nuove assunzioni (il 45,9% tra 25-99 addetti). Lo scenario incerto resta prudente, ma non ferma la spesa per investimenti fissi lordi, prevista stabile da sei imprese su 10 (59,6%), in contrazione per il 24,0%, ma in espansione per il 16,5% (dal 11,2), anche grazie al rinnovo degli incentivi all’acquisto di beni strumentali, con l’iper-ammortamento.

«In uno scenario di incertezza globale senza precedenti, le imprese del nostro territorio mostrano una capacità di tenuta tutt’altro che scontata e livelli elevati di produzione, sostenuta dalla domanda interna e da una componente estera più vivace delle attese – commenta Paola Carron, Presidente di Confindustria Veneto Est. Pesano tuttavia i forti rincari dei prezzi energetici, mediamente superiori del 61% rispetto ai principali competitor Ue, e delle materie prime e le difficoltà di approvvigionamento che hanno già inciso sull’attività delle imprese, eroso inevitabilmente i margini e assorbito liquidità per far fronte alle bollette. Il tempo della cautela è finito. Ora più che mai occorre agire con urgenza e in modo strutturale, a livello nazionale ed europeo, su energia, produttività e burocrazia per tornare a crescere del 2% l’anno».

Nel concreto, continua la Presidente, la priorità è «accelerare il mercato unico dell’energia e fissare un tetto ai prezzi per colmare il divario tra i Paesi Ue, una riforma non di facciata del sistema ETS che ha fatto schizzare il prezzo delle quote CO2 tre o quattro volte più alto rispetto ai concorrenti americani e asiatici. In vista della prossima Legge di bilancio, utilizzare le risorse della clausola di salvaguardia Ue per ridurre i costi per famiglie e imprese, offrendo alle aziende energia a prezzi calmierati a fronte di investimenti in rinnovabili. Consolidare un sistema di incentivi stabile, semplice e pluriennale, per poter programmare e spingere gli investimenti in macchinari e in formazione, riqualificazione e nuove competenze. Ma anche realizzare uno “shock” burocratico estendendo a tutto il Veneto e alle Regioni del Nord, già con la prossima manovra, e tenendo conto delle specificità territoriali, le politiche di semplificazione amministrativa, accelerazione industriale e degli iter autorizzativi, fattori indispensabili per rafforzare la competitività e attrarre investimenti come è già avvenuto con la ZLS Venezia-Rovigo e con la ZES, in linea con l’Industrial Accelerator Act. È questa la politica industriale di cui il Paese e il Veneto hanno bisogno: meno ostacoli, più imprese, più produzione, più lavoro».

Dal mondo delle imprese arriva un richiamo costruttivo alla responsabilità di tutta la politica. «In un momento come questo, nel quale le imprese hanno il coraggio di reagire, bisogna pensare al bene del Paese – afferma la Presidente Carron. Non è il tempo di una “campagna elettorale permanente”, ma di costruire insieme misure concrete a sostegno di cittadini, lavoro e imprese e una strategia per difendere la nostra competitività. Confindustria Veneto Est è pronta a fare la sua parte, anche attraverso il confronto con i parlamentari e con le parti sociali, per contribuire a definire le priorità economiche in una fase cruciale per il sistema produttivo».

_______________
Per informazioni:

Comunicazione e Relazioni con la Stampa
Sandro Sanseverinati – Tel. 049 8227112 – 348 3403738 – s.sanseverinati@confindustriavenest.it
Leonardo Canal – Tel. 0422 294253 – 335 1360291 – l.canal@confindustriavenest.it


Allegati:

SERVIZIO DI RIFERIMENTO

Relazioni con la stampa, comunicazione e studi
stampa@confindustriavenest.it

Ricerca avanzata

©2026 Confindustria Veneto Est - c.f. 92293280282 - Via Masini, 2 Padova - mail info@confindustriavenest.it - PEC cve@pec.confindustriavenest.it