Comunicato Stampa
La Presidente di CVE: «Faremo sentire la voce delle imprese venete al tavolo con il Governo»
(Padova-Treviso-Venezia-Rovigo – 30.03.2026) – «Quanto previsto dal recente Decreto Fiscale in materia di Transizione 5.0 non rappresenta solo un cambio di rotta inatteso: è una vera e propria rottura del patto di fiducia tra Stato e sistema produttivo. E senza fiducia, semplicemente, gli investimenti si fermano.
Il Veneto è oggi tra le prime regioni in Italia per utilizzo del Piano Transizione 5.0: oltre il 30% delle imprese ha già realizzato investimenti nell’ultimo anno e più di un terzo ha programmi di investimento in corso o previsti, quota che arriva quasi al 70% tra le grandi imprese. Stiamo parlando di centinaia di milioni di euro di investimenti già attivati o programmati proprio sulla base di strumenti definiti dallo Stato e di impegni chiari assunti dalle istituzioni. Stiamo parlando di imprese che oggi, per decreto, rischiano concretamente di trovarsi con piani industriali improvvisamente insostenibili.
Tutti elementi che, siamo certi, i vertici di Confindustria faranno presente mercoledì al tavolo con il Governo. Intervenire oggi con un taglio lineare del 65% del credito d’imposta, per di più con effetti retroattivi, non è un intervento tecnico: è un colpo diretto alla capacità di innovare e competere del nostro sistema produttivo.
Questo intervento arriva in un momento estremamente delicato, in cui tutti – Governo, istituzioni e imprese – devono lavorare fianco a fianco per affrontare una fase che presenta elementi di criticità senza precedenti. Se, ancora una volta, si lasciano indietro gli investimenti, non si può pensare che i territori e il Paese possano essere resilienti agli shock economici e geopolitici che continuamente ci mettono alla prova.
Le imprese, tuttavia, non staranno a guardare. Anche alla luce della prospettiva di nuove misure, come l’iperammortamento, che già scontano ritardi significativi nei decreti attuativi – ad oggi non ancora emanati – è evidente che non si può più fare affidamento su strumenti approvati ma non operativi o modificati a posteriori.
Chiediamo con forza che il Governo torni sui propri passi e ripristini integralmente le condizioni originarie della misura già in sede di conversione parlamentare del decreto. È una questione di equità, ma soprattutto di credibilità del sistema Paese.
Su questo saremo fermi e determinati, mettendo in campo tutte le iniziative necessarie a tutela delle imprese e del futuro del nostro territorio. Quello di mercoledì sarà solo il primo round: daremo pieno appoggio al Presidente Orsini e saremo al suo fianco in questa battaglia che è centrale non solo per le imprese, ma per la tenuta dell’intero tessuto produttivo italiano e veneto».
Così Paola Carron, Presidente di Confindustria Veneto Est, sul recente Decreto Fiscale in materia di Transizione 5.0.
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