Comunicato Stampa
Lungo e attorno al tracciato delle due arterie, oltre 7.000 imprese manifatturiere con 78mila addetti, capaci di generare 13 miliardi di euro di produzione nel 2024 (+47% dal 2019), pari al 38,2% dell’output provinciale.
Il Vicepresidente Francesco Nalini: «Il territorio è a un bivio: competere o declinare. Prioritario agire di sistema per passi avanti decisivi sulle infrastrutture, per continuare a crescere e scongiurare la deindustrializzazione»
(Padova-Treviso-Venezia-Rovigo – 12.02.2026) – Alta Velocità, ma non solo. Accanto alle grandi opere, c’è l’urgenza di rafforzare le altre, cosiddette minori, essenziali alle connessioni di un territorio tra i più dinamici in Italia ma dipendente da collegamenti veloci. Potenziamento della nuova Strada del Santo (SR 308) in direzione Padova Est e completamento dopo Castelfranco con il collegamento diretto alla Pedemontana (cd Bretella di Loria), adeguamento della 47 Valsugana da Limena a Cittadella e realizzazione della variante da Cittadella a Bassano, senza dimenticare la SR 10 Padana Inferiore.
«Anni di appelli, tavoli istituzionali, protocolli sono caduti nel vuoto, nonostante le buone intenzioni, tra rimpalli di competenze e assenza di risorse. Oggi il territorio deve scegliere: competere o declinare. È tempo di compiere passi avanti decisivi sugli investimenti nella rete viaria, evitando ulteriori ritardi e concludendo, o potenziando, finalmente, opere strategiche come queste. Solo così potremo rafforzare la resilienza delle imprese, e scongiurare il rischio di deindustrializzazione del quadrante Nord della provincia, un’area che vale circa il 40% della produzione industriale e del fatturato provinciali». A lanciare l’allarme è Francesco Nalini, Vicepresidente per il Territorio di Padova di Confindustria Veneto Est.
«Padova è un motore economico fondamentale per tutta l’area metropolitana e per l’intero Veneto – sottolinea Nalini –. La forza strutturale delle sue imprese, in larga parte manifatturiere, rende quest’area una vera eccellenza in grado di realizzare 13,3 miliardi di export nel 2024, un valore mai registrato prima. In particolare, secondo un’elaborazione di InfoCamere per la nostra associazione, nel corridoio che si snoda lungo e attorno al tracciato di SR 308 e Valsugana – da Padova Est verso Castelfranco, e tra Limena e Cittadella – si concentrano oltre 7.000 imprese manifatturiere (industria e costruzioni) con 78mila addetti, aumentati dell’83% dal 2019, capaci di generare un valore della produzione di 13 miliardi di euro nel 2024 (+47% dal pre-Covid), pari al 38,2% dell’output industriale padovano, 18,3 miliardi di ricchezza prodotta ogni anno (28,5% del totale). Una densità imprenditoriale ancora ad alto potenziale di sviluppo, ma alle prese con una rete stradale da anni satura e congestionata, inadeguata a sostenere la crescita e tantomeno l’aumento di flussi di persone e merci con l’entrata in servizio della Pedemontana e, nel futuro, del nuovo Policlinico, oltre ad essere stata causa negli ultimi anni di mancati investimenti o di trasferimenti di attività».
«Ora, per continuare a crescere e competere, diventa prioritario che tutti gli attori del territorio – dalla Regione alle Province, ai Comuni, alle forze sociali – giochino “di sistema” partite chiave come questa, anche verso il Ministero competente e l’Anas, senza ulteriori ritardi o divisioni. E individuare con urgenza soluzioni per dare risposte al territorio ed evitare che si perda fiducia nelle Istituzioni. Dobbiamo rafforzare le infrastrutture e migliorare i collegamenti interni e con l’Europa, attingendo anche ai fondi europei per lo sviluppo regionale (Fesr), fare fronte comune e unanime sulla necessità del riconoscimento dell’interesse nazionale dell’asse viario Valsugana e quindi della competenza statale. Solo così Padova e tutta l’area metropolitana nel cuore del Veneto potranno aumentare la propria attrattività e mobilità sostenibile, e creare nuove opportunità per le nostre imprese e per le future generazioni», conclude il Vicepresidente Francesco Nalini.
LUNGO SR 308 E VALSUGANA IL MOTORE DELL’INDUSTRIA PADOVANA. Nei due corridoi lungo e attorno al tracciato della nuova Strada del Santo SR 308 (perimetro di circa 70 km che copre un’area di ca 275 km2) e della 47 Valsugana (perimetro di circa 60 km e un’area di ca 190 km2) – rispettivamente, da Padova Est verso Castelfranco, e tra Limena e Cittadella – sono insediate complessivamente, al 31.12.2025, 7.037 unità locali di industria e costruzioni, pari al 25% dell’intero comparto provinciale, che occupano 77.849 addetti, pari al 28,9% degli occupati nell’industria padovana, con una dinamica di aumento del +83% rispetto al 2019 (35.293 addetti in più). Il tessuto produttivo insediato nelle due aree ha generato nel 2024 un valore della produzione industriale pari a 13 miliardi di euro, equivalenti al 38,2% del valore della produzione manifatturiera dell’intera provincia di Padova (oltre 34 miliardi di euro), con un aumento del +47% rispetto al 2019. Il fatturato di industria e costruzioni è stato di circa 12,8 miliardi di euro nel 2024 (+46% rispetto al pre-Covid), pari a circa il 38% dell’intero fatturato manifatturiero provinciale (oltre 33,6 miliardi). Nell’ambito di tutti i settori economici, le imprese operanti nelle aree lungo e attorno al tracciato di SR 308 e Valsugana hanno generato nel 2024 un valore complessivo della produzione pari a 18,3 miliardi di euro (28,5% del totale provinciale). (Fonte: InfoCamere per Confindustria Veneto Est).
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Allegati:
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Corridoio_47 Valsugana.png (580,1 KB)
Corridoio_SR 308.png (581,0 KB)